La storia del monsone

Per capire il clima indiano è necessario conoscere almeno a grandi linee l'andamento del monsone. Durante l'inverno dominano le correnti fresche e secche provenienti da nord-est. A partire da febbraio le temperature aumentano rapidamente, e già ad aprile e maggio si assiste ad un aumento dell'instabilità con rovesci e temporali pomeridiani nel nord-est e nelle zone meridionali. Il monsone vero e proprio arriva a seconda delle zone dall'inizio di giugno all'inizio di luglio.
Il monsone raggiunge ai primi di giugno gli stati del sud, ma provenendo da sud-ovest ha effetti abbastanza contenuti negli stati sud-orientali (Tamil Nadu, Andra Pradesh) e nelle zone interne, ad est dei Ghati occidentali, mentre le piogge sono decisamente abbondanti lungo la costa occidentale del Kerala e del Karnataka. Ad esempio a Bangalore, nelle zone interne meridionali, nel mese più piovoso (agosto) cadono 130 millimetri di pioggia, mentre a maggio i temporali che precedono il monsone ne scaricano già 110; ben più abbondanti sono le piogge sulle coste occidentali: a Kannur nel Kerala cadono già 205 millimetri a maggio, mentre il monsone vero e proprio scarica la bellezza di 1.050 millimetri di pioggia a giugno, 875 a luglio e 575 ad agosto. Il monsone arriva presto anche nel nord-est, negli stati dell'India a nord e ad est del Bangladesh (Arunachal Pradesh, Assam, Meghalaya, Nagaland, Manipur, Mizoram, Tripura), e anche qui è preceduto da un aumento dell'instabilità ad aprile e maggio, con temporali pomeridiani ricorrenti soprattutto alle pendici dei monti. La gran parte del Paese, laddove manca l'umidità del mare o la fonte di instabilità rappresentata dai rilievi montuosi, ad aprile e maggio è ancora a secco, e vede aumentare in maniera considerevole la canicola, così che il monsone viene atteso come una liberazione.
Se si esclude il nord-est dove è arrivato presto, nel resto del Paese il monsone continua a risalire da sud verso nord, e arriva intorno al 5-10 giugno nel Maharastra, tra il 10 e il 15 nel Gujarat e nel Madhya Pradesh: a metà giugno ormai è ancora a secco solo il nord-ovest. Il primo luglio il monsone ha raggiunto anche la gran parte del nord-ovest, tranne l'ovest del Rajastan, la zona più arida del Paese che viene raggiunta tra il primo e la metà di luglio; alla metà di luglio viene raggiunta la porzione più occidentale al confine con il Pakistan, dove si trova il deserto di Thar.
Il monsone estivo è più intenso sulla costa occidentale e sulle pendici dei Ghati occidentali, ai piedi dell'Himalaya ad est nel Nepal e nel nord-est, mentre porta piogge meno abbondanti al nord-ovest, nelle zone interne centro-meridionali e lungo la costa sud-orientale.

Il monsone dura poi fino a settembre, quando comincia a ritirarsi seguendo il percorso inverso: si ritira prima al nord-ovest, dove era arrivato per ultimo. Il primo di ottobre ha lasciato la parte nord-occidentale indiana, fino al Gujarat, alla costa settentrionale del Maharastra e alla parte occidentale dell'Uttar Pradesh. A metà ottobre ormai interessa soltanto gli stati meridionali: la gran parte del Karnataka, il Kerala, il Tamil Nadu e l'Andra Pradesh.
Non è però finita perché alcune zone sono interessate dal monsone di ritorno. Infatti, se è vero che a partire da ottobre il monsone umido viene sostituito da venti di nord-est, più freschi e secchi, è anche vero che lungo la costa sud-orientale essi sono capaci di portare piogge abbondanti dopo essersi caricati di umidità sul Golfo del Bengala, così che su questo tratto di costa, dove si trova la città di Chennai, il periodo più piovoso va da ottobre a dicembre. Anche le isole Nicobare e Andamane, che si trovano nel Golfo del Bengala conoscono questo monsone di ritorno autunnale, che si prolunga fino a dicembre nelle Andamane e persino a metà gennaio nelle più meridionali Nicobare. Simile il discorso per quanto riguarda le isole Laccadive a sud-ovest della costa di Malabar.
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